Il centro di cybersicurezza olandese segnala il rischio di attacchi imminenti contro i gateway aziendali a causa di due gravi falle. È necessario aggiornare subito i sistemi.
Il 12 settembre 2026, il centro nazionale per la cybersicurezza olandese (NCSC) ha diramato un avviso urgente riguardo a due vulnerabilità Check Point VPN. Secondo l'agenzia governativa, lo sfruttamento di queste falle da parte di gruppi criminali informatici è considerato imminente. I difetti individuati permettono a un aggressore esterno di prendere il controllo completo dei dispositivi di confine aziendali senza la necessità di possedere credenziali di accesso valide. Questa situazione apre la strada a intrusioni profonde nelle reti interne, facilitando il furto di dati riservati e la successiva distribuzione di software malevolo per il blocco dei sistemi.
I dettagli tecnici delle falle
Le problematiche di sicurezza risiedono nei meccanismi di gestione dei certificati digitali all'interno dei componenti per le reti private virtuali. Il produttore aveva già rilasciato gli aggiornamenti correttivi il 9 settembre 2026, ma la gravità della situazione ha spinto le autorità a sollecitare un'applicazione accelerata delle contromisure.
La prima falla, identificata dal codice CVE-2026-85102, deriva da una convalida errata dei dati del certificato durante le fasi iniziali di negoziazione della connessione cifrata. Questo difetto tecnico consente a un utente malintenzionato remoto, privo di autenticazione, di eseguire codice arbitrario direttamente sul gateway di sicurezza.
La seconda vulnerabilità, classificata come CVE-2026-85103, causa invece una saturazione della memoria dinamica nel componente incaricato di decodificare i certificati digitali. Sfruttando questa debolezza, un aggressore ottiene la capacità di eseguire codice da remoto non solo sui gateway di sicurezza, ma anche sui server di gestione centrale dell'infrastruttura. Al momento della segnalazione olandese non sono stati individuati codici di attacco pubblici, ma la probabilità di un'offensiva su larga scala rimane elevata.
I sistemi aziendali a rischio
Le vulnerabilità colpiscono un ampio spettro di sistemi Check Point attualmente in uso presso le aziende. Tra le versioni del software regolarmente supportate dal produttore figurano le release R81.20, R82, R82.10, R81.10.x e R82.00.x. Il difetto si estende inoltre agli apparati hardware della serie Spark, ampiamente diffusi nelle piccole e medie imprese.
Il rischio coinvolge anche le infrastrutture che utilizzano software giunto al fine vita tecnico. I sistemi che non ricevono più supporto standard, come le serie dalla R80 alla R80.40, la R81 e la R81.10, risultano ugualmente esposti agli attacchi. L'unica versione del software attualmente esente dalle problematiche segnalate è la R82.20.
L'impatto sulla sicurezza e sulle normative
I gateway perimetrali e i server per le connessioni remote rappresentano il principale punto di accesso alle reti aziendali. Poiché questi dispositivi devono necessariamente rimanere esposti su Internet per consentire il lavoro a distanza, costituiscono un bersaglio primario. Ottenere il controllo di questi apparati significa per gli aggressori poter aggirare le difese esterne e muoversi lateralmente verso i server gestionali, i database finanziari e le postazioni di lavoro interne.
Un allarme preventivo emanato da un'autorità governativa prima della comparsa di attacchi diffusi indica un rischio operativo concreto e imminente. Un'intrusione informatica attraverso queste falle compromette la continuità aziendale e comporta conseguenze dirette sul piano normativo. Le imprese colpite rischiano infatti violazioni degli obblighi previsti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) in merito alla protezione delle informazioni personali, oltre a incorrere in sanzioni legate alla mancata conformità alla direttiva NIS2 per la sicurezza delle reti.
Le azioni operative per le imprese
Per proteggere l'infrastruttura aziendale è necessario procedere con verifiche tecniche e interventi immediati sui sistemi esposti:
- Censire tempestivamente tutti gli apparati Check Point collegati a Internet, includendo sia i gateway di sicurezza sia i server di gestione centrale.
- Controllare la versione del software in uso su ogni dispositivo per determinare se rientra nell'elenco delle versioni vulnerabili.
- Installare immediatamente la correzione rapida fornita dal produttore, denominata LivePatch Take 24, oppure applicare i pacchetti di aggiornamento cumulativi specifici per la propria versione.
- Pianificare con urgenza il passaggio a una versione software supportata qualora l'infrastruttura utilizzi ancora sistemi obsoleti delle serie R80 o R81.
- Limitare l'accesso alle interfacce di amministrazione dei dispositivi ai soli indirizzi di rete interni autorizzati, bloccando l'accesso dall'esterno.
- Analizzare i registri di sistema per individuare eventuali anomalie o tentativi sospetti di negoziazione delle connessioni in ingresso.
Si raccomanda ai responsabili IT di verificare immediatamente lo stato di aggiornamento dei propri gateway perimetrali per prevenire accessi non autorizzati.