Le modifiche di sicurezza dell'8 settembre 2026 bloccano le connessioni ai server aziendali. Come diagnosticare il problema e ripristinare l'accesso ai gestionali.
L'installazione degli aggiornamenti cumulativi di sicurezza rilasciati l'8 settembre 2026 sta causando gravi disservizi alle infrastrutture informatiche aziendali. I server configurati per gestire le connessioni remote dei dipendenti funzionano regolarmente per alcune ore dopo l'applicazione delle modifiche, ma smettono improvvisamente di accettare nuovi accessi. Il problema si manifesta in modo specifico nel momento in cui gli utenti iniziano a disconnettersi o completano la chiusura della propria sessione di lavoro. In quell'istante, le sessioni ancora attive rimangono bloccate, impedendo a chi sta lavorando di proseguire. Contemporaneamente, i nuovi tentativi di accesso restano in attesa indefinita fino a fallire del tutto. La gravità del difetto è accentuata dal fatto che la macchina smette di rispondere anche ai normali comandi di riavvio inviati dagli amministratori di sistema.
Le cause tecniche dei blocchi sulle connessioni remote
Le analisi tecniche indipendenti, raccolte da testate specializzate come BleepingComputer e condivise dai professionisti sulle comunità di Reddit, indicano che il problema colpisce principalmente Windows Server 2019, Windows Server 2022 e Windows Server 2025. Sono emersi anche casi isolati riguardanti macchine basate su Windows Server 2016.
L'origine dell'anomalia è legata a una condizione di stallo tra il servizio che gestisce i desktop remoti e il gestore delle sessioni locali. Durante la procedura di chiusura della sessione di un utente, il sistema operativo richiama una specifica funzione interna, denominata dagli esperti RDPSERVERBASE!WDLIB_Close. Questa funzione risulta attualmente priva di un tempo massimo di attesa. Di conseguenza, se il processo incontra un ostacolo e si ferma, non va in errore ma rimane in esecuzione perenne. Questo stallo blocca l'intero servizio di accesso remoto, impedendo al server di elaborare le richieste degli altri utenti.
Secondo quanto riportato dalle fonti di settore, nelle prime 72 ore successive alla distribuzione degli aggiornamenti, Microsoft non ha pubblicato conferme ufficiali sul difetto né ha distribuito correzioni automatiche di emergenza per mitigare il problema.
I rischi per la continuità operativa delle imprese
Nelle piccole e medie imprese italiane e negli studi professionali, i server con funzionalità di desktop remoto rappresentano il nodo centrale per il lavoro quotidiano. Queste infrastrutture consentono a dipendenti, collaboratori esterni e sedi distaccate di utilizzare i programmi gestionali, i software di contabilità e di accedere all'archivio dei documenti aziendali condivisi.
Un blocco improvviso di questo servizio ferma completamente le attività dell'azienda, impedendo l'emissione di fatture, la consultazione dei dati dei clienti e l'avanzamento delle pratiche. Il danno organizzativo è aggravato dai rischi per l'integrità dei dati. Di fronte a un server che non risponde più ai comandi di amministrazione, i tecnici informatici sono spesso costretti a eseguire uno spegnimento forzato, togliendo fisicamente l'alimentazione o forzando l'arresto della macchina virtuale. Questa pratica aumenta in modo drastico il rischio di corrompere i database dei programmi gestionali in uso in quel momento e di perdere definitivamente il lavoro non ancora salvato dagli utenti.
Le procedure per ripristinare i server bloccati
Per garantire la continuità del lavoro e limitare i danni, i responsabili delle infrastrutture informatiche devono intervenire manualmente seguendo una procedura in quattro fasi.
Il primo passaggio fondamentale consiste nel sospendere immediatamente l'installazione degli aggiornamenti cumulativi di settembre 2026 su tutti i server aziendali che ospitano ruoli di desktop remoto o terminal server. Questa azione preventiva evita che il problema si estenda ad altre macchine ancora funzionanti.
Il secondo passo riguarda la diagnosi dei server già aggiornati. Se un server manifesta blocchi all'accesso o presenta sessioni bloccate in fase di disconnessione, è importante evitare tentativi continui di riavvio del singolo servizio, poiché la condizione di stallo non si risolve in questo modo.
La terza fase è l'intervento risolutivo temporaneo, che consiste nella rimozione completa dell'aggiornamento difettoso. Per procedere con la disinstallazione, il tecnico deve accedere al server, aprire il terminale dei comandi con privilegi di amministratore e utilizzare lo strumento di sistema per la gestione degli aggiornamenti. Il comando da digitare è wusa /uninstall /kb: seguito dal numero identificativo dell'aggiornamento specifico installato sulla macchina. Al termine della procedura di rimozione, il server deve essere riavviato. Questa operazione elimina la condizione di stallo e riporta il sistema operativo alla stabilità precedente all'8 settembre 2026.
L'ultima fase prevede il monitoraggio costante del portale ufficiale di Microsoft dedicato allo stato di salute dei sistemi operativi. L'obiettivo è mantenere i server senza l'aggiornamento problematico fino a quando il produttore non rilascerà una correzione definitiva o un aggiornamento fuori banda che risolva in modo sicuro la vulnerabilità senza compromettere le connessioni remote.