Da novembre 2026, Microsoft Teams permetterà agli amministratori IT di personalizzare la lista delle estensioni file bloccate nelle chat aziendali per fermare gli allegati malevoli.
A partire da novembre 2026, Microsoft introdurrà un aggiornamento per la sicurezza delle comunicazioni aziendali: gli amministratori IT potranno personalizzare il blocco estensioni file Microsoft Teams. Fino a oggi, la piattaforma consentiva solo di attivare o disattivare un filtro predefinito deciso da Microsoft, senza alcuna possibilità di intervento sui formati specifici. Questa modifica permette alle imprese di stabilire con precisione quali tipi di allegati vietare, limitando i rischi legati alla diffusione di software dannoso tramite le chat interne ed esterne.
Il meccanismo di controllo degli allegati
La novità fa parte del modulo di protezione integrato in Teams per i file potenzialmente pericolosi, denominato Weaponizable File Protection. Secondo la documentazione ufficiale di Microsoft, che traccia l'aggiornamento con l'identificativo di roadmap RM571298, la funzione sarà disponibile a livello globale per le applicazioni desktop su sistemi Windows e macOS. Il supporto si estenderà fin dal primo giorno anche alle versioni web e ai dispositivi mobili, coprendo sia gli ambienti iOS sia quelli Android all'interno di infrastrutture cloud standard.
Il sistema di sicurezza analizza costantemente le conversazioni nelle chat dirette, nelle chat di gruppo e all'interno dei canali aziendali. Se il filtro rileva un allegato con un'estensione inserita nella lista di blocco, la piattaforma interviene in modo radicale: impedisce l'invio dell'intero messaggio, non solo del file. Il sistema mostra quindi un avviso di sicurezza sia a chi tenta di spedire il documento sia ai destinatari, segnalando l'intervento della policy aziendale.
La gestione delle comunicazioni tra aziende diverse
Un aspetto tecnico rilevante riguarda il comportamento del filtro durante le collaborazioni con soggetti esterni. Nel caso di comunicazioni tra organizzazioni diverse, gestite tramite federazione o attraverso i canali condivisi, il sistema applica sempre la regola più restrittiva.
Questo significa che se un'azienda ha configurato il blocco per una specifica estensione e l'azienda partner non lo ha fatto, il file viene comunque fermato per tutti i partecipanti alla conversazione. Questa logica garantisce che i perimetri di sicurezza più stringenti non vengano aggirati sfruttando le policy più permissive dei collaboratori esterni.
Nuovi strumenti contro le minacce esterne
Oltre alla gestione granulare degli allegati, la testata specializzata BleepingComputer riporta che Microsoft ha pianificato ulteriori interventi per blindare Teams. A partire da novembre 2026, gli utenti avranno a disposizione un pulsante per segnalare direttamente gli inviti sospetti ricevuti da account ospiti.
Il mese successivo, a dicembre 2026, gli amministratori acquisiranno la capacità di bloccare utenti esterni specifici operando direttamente dal portale Defender. È previsto anche un sistema di offuscamento automatico dei codici QR inviati da mittenti esterni all'organizzazione. Questa specifica misura è pensata per contrastare il fenomeno del quishing, ovvero le truffe che spingono gli utenti a inquadrare codici QR malevoli per rubare credenziali di accesso.
Perché serve un filtro personalizzato
Nelle piccole e medie imprese, il personale percepisce spesso le chat aziendali come un ambiente sicuro e protetto. Questo atteggiamento porta ad abbassare il livello di attenzione rispetto ai controlli abituali che vengono eseguiti sulle e-mail. I criminali informatici conoscono questa dinamica e la sfruttano regolarmente per distribuire file dannosi, utilizzando account compromessi di colleghi o fornitori, oppure ricorrendo a tecniche di ingegneria sociale.
La possibilità di modificare l'elenco delle estensioni bloccate risponde a due necessità operative concrete. Da un lato, permette di inasprire le regole: le realtà aziendali che gestiscono dati sensibili o che devono rispettare normative stringenti possono vietare formati aggiuntivi non previsti dalla lista di base di Microsoft. Dall'altro lato, la personalizzazione riduce i falsi allarmi. Le aziende che sviluppano software o che gestiscono infrastrutture IT possono autorizzare formati tecnici legittimi, necessari al lavoro quotidiano, evitando blocchi indiscriminati che rallentano le operazioni.
Cosa verificare nella propria azienda
In vista del rilascio previsto per novembre 2026, è utile avviare una ricognizione interna. Il primo passo consiste nel mappare i formati di file scambiati abitualmente tra i vari reparti e con i fornitori esterni. Sulla base di questi dati, i responsabili IT possono redigere in anticipo una lista di estensioni da vietare tassativamente, includendo script, file eseguibili, file di registro del sistema o archivi compressi non standard.
Contestualmente, occorre stabilire flussi di condivisione alternativi e sicuri per le eventuali eccezioni tecniche. A novembre 2026, sarà necessario accedere alla sezione di sicurezza della messaggistica nel pannello di amministrazione di Teams per impostare le regole personalizzate. Infine, è opportuno programmare una comunicazione per i dipendenti, spiegando che il blocco di un singolo allegato comporterà la mancata consegna dell'intero messaggio di testo associato.