Regolamento IT-Wallet AgID sperimentazione: guida per le imprese

Smartphone con icone di sicurezza digitale su una scrivania, a rappresentare l'integrazione dell'identità digitale.
Smartphone con icone di sicurezza digitale su una scrivania, a rappresentare l'integrazione dell'identità digitale.

AgID ha pubblicato il regolamento operativo per la sperimentazione di IT-Wallet per i soggetti privati. Ecco i requisiti tecnici e come le software house possono accedere all'ambiente di test.

Il 23 ottobre 2026 l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) ha pubblicato il regolamento IT-Wallet AgID sperimentazione, un documento operativo di 31 pagine che disciplina l'accesso al sistema per i soggetti privati. La novità riguarda direttamente le software house, i gestori di sistemi ERP e le imprese che integrano nei propri applicativi sistemi di identità digitale. Per prepararsi a questo standard, le aziende devono definire il proprio ruolo tecnico, verificare i requisiti architetturali e richiedere l'accesso agli ambienti di collaudo gestiti dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

I ruoli tecnici nel regolamento IT-Wallet AgID sperimentazione

Il provvedimento, che attua l'articolo 64-quater del Codice dell'Amministrazione Digitale, definisce tre ruoli principali ammessi alla registrazione:

  • Fornitori di soluzioni di IT-Wallet private: soggetti che sviluppano e gestiscono portafogli digitali privati, alternativi o complementari a quello pubblico (integrato nell'app IO e sviluppato da PagoPA S.p.A.).
  • Fornitori di attestati elettronici di attributi: entità che estraggono dati da fonti autentiche e rilasciano attestazioni digitali standard firmate elettronicamente.
  • Verificatori di Attestati Elettronici (relying party): software house, banche e imprese che integrano i controlli nei propri applicativi di servizio.

L'ambiente di collaudo e l'impatto sui software gestionali

La sperimentazione avviene nello "Spazio di Sperimentazione IT-Wallet", una sandbox controllata e supervisionata da AgID, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD). I test utilizzano esclusivamente dati sintetici, non riconducibili a cittadini reali.

L'integrazione di IT-Wallet segna il passaggio dall'autenticazione statica basata su SPID e CIE alla verifica dinamica di attributi certificati alla fonte. I software che gestiscono procedure di onboarding, firme contrattuali, abilitazioni professionali, controlli antiriciclaggio e noleggi dovranno adeguarsi a questo standard di interoperabilità, basato sulle specifiche europee eIDAS 2 (Regolamento UE 2024/1183).

Il passaggio al sistema di attestati elettronici rappresenta un vantaggio diretto per la conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Minimizzando i dati raccolti ed eliminando i database contenenti le copie fisiche dei documenti di identità, le aziende riducono drasticamente l'esposizione in caso di violazione dei dati, limitandosi a verificare attributi puntuali (es. la maggiore età o la validità di una patente).

Requisiti di sicurezza e documentazione

Per accedere alla sperimentazione, la documentazione vincolante prevede la presentazione di una "relazione tecnica". Questo documento deve comprovare:

  • I requisiti di sicurezza logica e architetturale del software.
  • La conformità alle specifiche europee eIDAS 2.
  • L'idoneità organizzativa e l'onorabilità dei vertici aziendali.
  • La presenza di un'adeguata copertura assicurativa per il rischio professionale.

Cosa fare per accedere alla sperimentazione

Le aziende che sviluppano o integrano software devono seguire questi passaggi per avviare la fase di test:

  1. Analizzare il ruolo applicativo: stabilire formalmente se l'azienda opererà come verificatore (convalidando attributi presentati dagli utenti) o se svilupperà un componente portafoglio proprietario.
  2. Richiedere le credenziali di test: i fornitori tecnici possono domandare l'accesso all'ambiente di collaudo a IPZS inviando una comunicazione via PEC all'indirizzo identitadigitale@pec.ipzs.it.
  3. Predisporre l'istanza AgID: preparare la relazione tecnica di sicurezza, verificare il possesso dei requisiti assicurativi e inviare l'istanza formale di "Registrazione al Sistema IT-Wallet" via PEC ad AgID (in attesa dell'attivazione della piattaforma telematica dedicata).
  4. Verificare l'architettura software: controllare che gli applicativi web ed ERP siano pronti per gestire flussi basati su attestati elettronici e API, evitando riscritture architetturali dell'ultimo minuto.

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